Gli Italiani si scoprono e-Shopper

Il digitale è diventato una componente fondamentale delle nostre attività e gli italiani si scoprono e-Shopper. Continua la crescita dell’eCommerce in Italia: +17% nel 2014 e il valore delle vendite raggiunge quota 13,3 miliardi di euro. Gioca un ruolo chiave il Mobile Commerce: raddoppiano le vendite di Smartphone, pari a 1,2 miliardi di euro nel 2014, che, assieme a quelle via Tablet, incidono per il 20% dell’eCommerce. Questi numeri sono da considerare congiuntamente all’ impennata del numero di acquirenti online italiani che sono passati in tre anni da 9 a 16 milioni. Gli acquirenti abituali- ossia quelli che effettuano almeno un acquisto al mese- sono circa 10 milioni e generano il 90% circa del valore dell’eCommerce, mentre quelli sporadici 6 milioni. In media spendono 1000€ all’anno. Se confrontiamo i nostri 16 milioni di acquirenti con i web shopper dei principali mercati eCommerce europei non riscontriamo valori di spesa annua molto differenti: 1.100/anno per quelli tedeschi, 1000 euro/anno per i francesi e 700 euro/anno per gli spagnoli. Solo gli inglesi fanno registrare un valore degli acquisti annui decisamente superiore con quasi 2000 euro all’anno. Gli e-shopper non solo stanno crescendo, ma si stanno evolvendo. Siamo di fronte alla nascita di un nuovo tipo di cliente, infatti, è profondamente diverso dal passato: ha preso il pieno controllo del processo di acquisto per soddisfare i suoi bisogni. Non solo acquista online, ma utilizza il web per effettuare acquisti tradizionali consapevoli. Secondo una ricerca condotta dall’Osservatorio e-Commerce del Politecnico di Milano condotta attraverso le interviste agli operatori di eCommerce italiani il fattore determinante nell’indurre i web shopper all’acquisto online è il vantaggio di prezzo nei confronti dei canali tradizionali. La forte sensibilità dei clienti al prezzo ha come ovvia conseguenza una competizione molta agguerrita, potenzialmente pericolosa per la sostenibilità del business di molti operatori, che si sono quindi attivati per indurre elementi di differenziazione del servizio, più efficaci sia nel creare fidelizzazione sia nel preservare marginalità adeguate. Si stanno quindi migliorando progressivamente le prestazioni di consegna, attraverso servizi aggiuntivi come la consegna su appuntamento, e si offrono modalità di acquisto sempre più personalizzate e su misura per il cliente. Le vendite da siti italiani hanno fatto registrare una crescita pari a circa 2 miliardi di euro riconducibile per il 70% alla vendita di prodotti e per il 30% della vendita di servizi. Tra i comparti di prodotto spiccano Abbigliamento e Informatica ed Elettronica di consumo, che contribuiscono alla crescita complessiva con circa 350 milioni di euro ciascuno. Tra i servizi emerge ancora il Turismo, a cui è riconducibile un quarto della crescita totale mentre restano sostanzialmente stabili gli altri settori (Assicurazioni, Ricariche Telefoniche, Biglietteria per eventi e i servizi venduti i siti di Couponing). Gli acquisti dei consumatori italiani da siti Italiani ed Esteri porta la penetrazione dell’online ad oltre il 3,5% del totale vendite retail. Cresce in modo considerevole il tasso di penetrazione dei comparti Informatica ed Elettronica di consumo (dal 7,5% a 10,5%) Editoria (dal 4% al 7%) e Abbigliamento (dal 2,9 a quasi il 4%). Nei servizi, la penetrazione media resta intorno all’8%, senza variazioni significative rispetto all’anno precedente. Nel 2015 inizia a essere rilevante anche il contributo di alcuni comparti, poco significativi in passato, ma con un potenziale online notevole. In primis parliamo del Food&Wine “gastronomico” che nel 2014 valeva oltre 200 milioni di euro, in crescita del 30%, c’è poi l’Arredamento, che vale oltre 130 milioni di euro, in crescita del 100%. Infine segnaliamo la Profumeria e cosmetica che nel 2014 raggiunge 40 milioni di euro, in crescita del 25%. Nel 2015 anche il Grocery (inteso come spesa da supermercato) fa qualche passo in avanti. Il valore complessivo del mercato cresce del 18% e raggiunge 160 milioni di euro, per un ‘incidenza sul totale vendite retail ancora trascurabile (0,1%). L’export dell’eCommerce italiano cresce del 24% e supera i 2,5 miliardi di euro. Le esportazioni valgono quindi un quinto delle vendite da siti italiani e sono imputabili per oltre il 50% al Turismo, grazie prevalentemente agli operatori del trasporto e ai portali di hotel, e per circa un terzo all’Abbigliamento grazie a operatori con spiccata vocazione internazionale e ai produttori i principali mercati . I principali mercati di sbocco restano quelli occidentali (Europa e USA) con l’aggiunta del Giappone e Russia. Stiamo finalmente assistendo a un interesse del Made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire.


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